I DUE NOBILI CONGIUNTI di William Shakespeare

Condotto da Alvaro Piccardi

Il laboratorio si articolerà in due momenti. Uno di esercitazione pratica su alcuni esercizi base del lavoro dell’attore elaborati da Piccardi, e l’altro di analisi, esercitazione, studio e verifica scenica intorno a “I due nobili congiunti” di William Shakespeare. Questo dramma è stato solo di recente attribuito a Shakespeare e si presenta come un’assoluta novità, ma nello stesso tempo come momento di ulteriore riflessione sulla sua drammaturgia.

Il seminario di esercitazione pratica si concentrerà su alcuni esercizi di base tendenti a illustrare un metodo di lavoro teso a sviluppare la consapevolezza del:

1) rapporto con il corpo, per la scoperta delle sue possibilità espressive, attraverso esercizi di immedesimazione, ma anche di concentrazione e di osservazione: lavoro sulle materie, gli elementi, gli animali, le diverse camminate o sette attitudini comportamentali a cui corrispondono i primi accostamenti alla costruzione del personaggio o di diversi personaggi.

2) rapporto fra il corpo e lo spazio, e ricerca dell’economia del movimento e del gesto: il coro neutro sarà l’esercizio base per acquisire il senso dell’equilibrio di palcoscenico, del gioco delle distanze, del rapporto fra eroe e personaggio, per permettere, in una seconda fase dell’esercizio di arrivare alle intenzioni, e alla nascita delle emozioni.

3) rapporto con altri corpi: il gioco delle relazioni sceniche, della verità e dello stile.

Le tecniche usate saranno tutte affidate all’improvvisazione, momento indispensabile per la scoperta delle proprie possibilità espressive, del personaggio all’interno del gioco di relazione, dello spazio teatrale come momento di equilibrio interiore e di palcoscenico. 

La seconda parte del laboratorio prevede la partecipazione dei giovani iscritti ad un lavoro di analisi, esercitazione, studio e verifica scenica intorno a “I due nobili congiunti” l’ultima opera di William Shakespeare e di recente a lui attribuita. Si tratta di una novità assoluta, ma i temi che vi vengono trattati e soprattutto la forma con cui vengono espressi, possono diventare un’occasione per dei giovani attori di prendere contatto con un mondo espressivo e linguistico di altissimo livello e ricco di indicazioni drammaturgiche forti e di stimoli interpretativi. I temi sono quelli dell’amicizia e dell’amore in tutte le sue forme etero e omosessuale ed i relativi conflitti, tensioni, pulsioni profonde, scatenamento dell’immaginario sia maschile che femminile. E quello che è ancora più importante l’opportunità per dei giovani attori di approfondire e ricercare la zona delle emozioni attraverso un universo linguistico denso di forti suggestione espressive. Il senso è quello della possibilità di intraprendere un viaggio dentro all’universo shakespeariano, per trovare o ritrovare l’origine alta del segno teatrale e delle ragioni profonde per l’attore dello stare in scena: il contatto con le zone più profonde del proprio essere, con le necessarie relazioni sceniche con lo spazio e di relazione con l’altro.

Il laboratorio permetterà di poter concretamente prendere coscienza, del rapporto fra esercizi e costruzione del personaggio all’interno delle necessità dello spettacolo. Una possibilità concreta di verifica delle esperienze e metodologie acquisite, in relazione alla necessità di un testo e di un autore fondamentale nella storia del teatro.

Posti esauriti

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